Informativa sul Rischio

relativa ai servizi offerti da The Rock Trading S.r.l.


1. COSA E’ THE ROCK TRADING E CHE FA

The Rock Trading S.r.l., con sede legale in Galleria del Corso, 2, 20122, Milano, C.F.-PIVA: IT-10120840961, iscritto al registro delle imprese di Milano n. 2507359 ("TRT") è la società proprietaria del sito www.therocktrading.com ("Sito").

Attraverso il Sito TRT presta, in via prevalente, le attività di prestatore di servizi relativi all'utilizzo di valuta virtuale, attraverso la fornitura agli utenti, a titolo professionale, di servizi funzionali all'utilizzo, allo scambio, alla conservazione di valute virtuali e alla sua conversione da ovvero in valute aventi corso legale. In tale ambito, in particolare, TRT mette a disposizione degli utenti servizi legati alla tecnologia blockchain: una piattaforma internet che consente di acquistare e vendere i token o qualsiasi altra moneta "virtuale" o "matematica" esistente, nonché consente la conversione di valute virtuali o token crittografici tra loro o contro valuta avente corso legale e viceversa.

Per l’ordinamento italiano, l’attività di TRT rientra nella definizione di "Prestatore di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuali" (cfr. D.lgs. 231/2007, art. 1, c. 2, lett. "ff") tenuto, in ragione dell’art. 17-bis, c. 8-bis, D.lgs. 141/2010, all'iscrizione in una sezione speciale del registro gestito dall’OAM (ad oggi non ancora istituita).

TRT, in quanto prestatore di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuali è tenuto al rispetto degli obblighi imposti ai soggetti obbligati dalla normativa antiriciclaggio, cfr., ex D.lgs. 231/2007.

Inoltre, il Sito, i servizi di TRT ed il loro utilizzo non sono offerti, né possono essere utilizzati a/da persone fisiche o non fisiche che abbiano la residenza o la sede legale negli Stati Uniti d'America e in tutti quegli ulteriori Paesi indicati dalle autorità europee come "blacklisted" negli appositi elenchi (di volta in volta aggiornati) accessibili tramite il seguente link: https://www.ecb.europa.eu/paym/retpaym/paymint/sepa/html/index.en.html.

2. COSA SONO LE "VALUTE VIRTUALI"

Le valute virtuali sono definite come rappresentazioni digitali di valore che non sono emesse da una banca centrale o autorità pubblica né sono necessariamente collegate a una valuta avente corso legale, ma che vengono utilizzate da una persona fisica o giuridica come mezzo di scambio e che possono essere trasferite, archiviate e negoziate elettronicamente (cfr. per approfondire l’EBA Opinion on Virtual Currencies del 4 luglio 2014, consultabile al link disponibile qui, richiamata anche dalla comunicazione congiunta della Banca d’Italia e dell’Unità di Informazione Finanziaria del 30 gennaio 2015, clicca qui per accedere alla comunicazione, nonché vedi anche da ultimo la definizione del D.lgs. 231/2007, art. 1, c. 2, lett. "ff").

3. CARATTERISTICHE DELLE VALUTE VIRTUALI

Per comprendere i rischi derivanti dall’utilizzo di valute virtuali, bisogna conoscerne le caratteristiche principali.

Sebbene ciascuna valuta virtuale abbia propri meccanismi di funzionamento, la maggior parte di esse, come indicato dalla Banca d’Italia nella richiamata comunicazione, presenta le seguenti caratteristiche:
  • sono create da un emittente privato (nel caso delle cc.dd. valute centralizzate), ovvero, in via diffusa, da utenti che utilizzano software altamente sofisticati all’interno di reti aperte (nel caso delle cc.dd. valute decentralizzate);
  • sono movimentate attraverso portafogli elettronici (c.d. wallet), che si possono salvare sul proprio computer o su uno smartphone, ovvero che possono essere accessibili e consultabili via Internet a seguito di meccanismi di registrazione e autenticazione;
  • possono essere acquistate anche con moneta avente corso legale su una piattaforma di scambio che offre il servizio di acquisto, vendita e conversione delle valute virtuali con moneta avente corso legale, ovvero ricevute online direttamente da qualcuno che le possiede, per poi essere detenute su un wallet "interno" alla piattaforma di scambio, ovvero su un proprio wallet esterno ad essa;
  • le transazioni tramite le quali vengono trasferite le valute virtuali sono tecnicamente irreversibili (una volta fatta la transazione non è possibile chiederne l’annullamento).

4. COSA SONO I TOKEN DIGITALI O CRITTOGRAFICI

I token digitali sono unità di conto crittografiche emesse in corrispondenza di un processo di c.d. ICO o Initial Coin Offering svolto appositamente per raccogliere denaro dal pubblico attraverso la vendita di essi e lo scambio con altre valute virtuali, ovvero, in taluni casi, con monete aventi corso legale.

In una ICO, un'azienda, una start up o una entità ancora non organizzata in forma societaria emette monete o gettoni crittografici e li mette in vendita in cambio di valuta avente corso legale, ovvero, molto più spesso, in cambio di valute virtuali, come ad esempio Bitcoin o Ether.

5. RISCHI CONNESSI ALL’UTILIZZO DI VALUTE VIRTUALI

Le negoziazioni di acquisto, vendita e conversione di valuta virtuale e token digitali comportano alcuni rischi. I rischi includono a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo:
  • (a) Carenza di informazioni: in assenza di obblighi informativi può risultare difficile reperire indicazioni affidabili per comprendere il funzionamento, i costi, il valore e i rischi di ciascun tipo di valuta virtuale.
  • (b) Assenza di tutele legali e contrattuali: l’acquisto, lo scambio e l’utilizzo di valute virtuali non sono assistiti da tutele legali e/o contrattuali analoghe a quelle che accompagnano le operazioni in valuta avente corso legale; le transazioni in valuta virtuale sono quasi sempre tecnicamente irreversibili.
  • (c) Assenza di forme di controllo e vigilanza: l’emissione e la gestione di valute virtuali, compresa la conversione in moneta avente corso legale sono attività non soggette a vigilanza da parte di alcuna altra autorità in Italia.
  • (d) Assenza di forme di tutela o garanzia delle somme depositate: in caso di condotta fraudolenta, di fallimento o cessazione di attività delle piattaforme di scambio non esistono tutele normative specifiche atte a coprire le perdite subite. Analogamente, per le somme in valuta virtuale depositate presso terzi non operano i tradizionali strumenti di tutela, quali i sistemi di garanzia dei depositi.
  • (e) Elevata volatilità del valore e rischi di perdite: il valore delle valute virtuali è caratterizzato da una grande volatilità, anche a causa dei meccanismi di formazione dei prezzi e dall’assenza di un’autorità centrale in grado di intervenire per stabilizzarne il valore. Tale circostanza può comportare perdite in caso di detenzione di valuta virtuale.
  • (f) Rischio di utilizzo per finalità criminali e illecite1: la rete di valute virtuali può prestarsi a essere utilizzata per transazioni connesse ad attività criminali, incluso il riciclaggio di denaro da evitare con adeguati presidi antiriciclaggio;
  • (g) Rischio legale: lo status legale delle valute virtuali e di determinati token digitali è incerto. Ciò può comportare che la detenzione o lo scambio in taluni Paesi può essere suscettibile di espressa regolamentazione, così come di divieto da parte delle autorità pubbliche.
  • (h) Rischio di mercato: il mercato delle valute virtuali e dei token crittografici è ancora nuovo e incerto. Nessuno dovrebbe investire fondi in questo mercato o speculare se non è disponibile a subire delle perdite, ovvero se on è preparato a perdere l’intero investimento.
  • (i) Rischio di controparte: la presenza di valute virtuali o di token digitali in deposito anche attraverso l’erogazione di servizi di terze parti comporta dei rischi di custodia. Tali rischi comprendono violazioni della sicurezza, rischio di perdita, blocchi nell’operatività degli Exchanger (i.e. i siti web che permettono di scambiare valute virtuali con valute avente corso legale e viceversa o valute virtuali). Gli utenti finali hanno l’obbligo di porre in essere ogni cautela possibile per evitare – o eliminare il più possibile – le giacenze di valute virtuali e token digitali nei wallet interni messi a disposizione dalle piattaforme di scambio.
  • (j) Rischi di conversione, acquisto e vendita: oltre ai rischi di liquidità, i valori delle valute virtuali e dei token crittografici in qualsiasi mercato sono molto volatili e possono subire cambiamenti repentini. I partecipanti che scambiano, acquistano o vendono valute virtuali e token digitali devono prestare particolare attenzione al modo in cui il valore può essere influenzato da cambiamenti o informazioni improvvise. Inoltre, il partecipante si espone al rischio di non essere in grado di convertire le valute virtuali e i token digitali in una valuta avente corso legale anche per un lungo periodo.
  • (k) Rischio di liquidità: i mercati delle valute virtuali e dei token digitali hanno vari gradi di liquidità. Alcuni sono piuttosto liquidi, mentre altri potrebbero essere meno liquidi. Questi ultimi possono amplificare la volatilità del prezzo.
1 I rischi dalla lett. a) alla f) sono evidenziati dalla Banca d’Italia nella Comunicazione già citata nel presente documento del 30 gennaio 2015.

Cfr. per approfondire la richiamata comunicazione congiunta della Banca d’Italia e dell’Unità di Informazione Finanziaria del 30 gennaio 2015 (clicca qui per accedervi) e il warning pubblicato congiuntamente da ESMA, EBA e EIOPA sui rischi collegati alle valute virtuali (clicca qui per accedervi).

6. RISCHI CONNESSI ALLA PARTECIPAZIONE AD UNA ICO

L’acquisto di token crittografici equivale ad investire in una ICO, come sopra definita. Come indicato dall’European Securities and Markets Authority (cfr. ESMA nell’avvertenza del 13 novembre 2017, consultabile al link cliccando qui), i rischi principali nell’investire in una ICO sono i seguenti:
  • area non regolamentata, soggetta a potenziali frodi o attività illecite: a seconda di come sono strutturati i token crittografici offerti in una ICO, essi possono sfuggire alle regole esistenti e possono rientrare in un’area non regolamentato priva di tutele e protezione per l’investitore;
  • alto rischio di perdere il capitale investito: la stragrande maggioranza delle ICO sono lanciate da aziende o startup che si trovano in una fase iniziale di sviluppo e che hanno un alto rischio di fallimento;
  • assenza di opzioni di uscita e estrema volatilità dei prezzi: gli investitori potrebbero non essere in grado di scambiare i token digitali con monete aventi corso legale in quanto non tutti i token crittografici sono negoziabili su piattaforme di scambio ed il loro prezzo è estremamente volatile perché connesso ai servizi che devono essere sviluppati dall’emittente;
  • informazioni inadeguate: le informazioni rese disponibili agli investitori, ad es. i cosiddetti white paper, nella maggior parte dei casi sono non certificati, sono incompleti o addirittura ingannevoli; gli investitori quindi potrebbero non comprendere pienamente i potenziali rischi che si assumono acquistando token crittografici;
  • difetti nella tecnologia: la tecnologia del registro distribuito o blockchain alla base dei token crittografici, a differenza di quelle delle valute virtuali, è ancora in gran parte non testata e possono esservi dei difetti di sviluppo software. Talché, da un lato gli investitori potrebbero non essere in grado di accedere o controllare i loro token digitali che, peraltro, possono essere rubati o sottratti ad esempio in caso di un hack, e dall’altro, la tecnologia del registro potrebbe non funzionare in modo rapido e sicuro, ad es. durante i picchi di attività.
Si ricorda, comunque che tramite il Sito non è possibile partecipare o aderire alle ICO.
Ultimo aggiornamento: 26-Apr-2018 12:00am